Strumenti per il progetto di restauro: Progettazione architettonica assistita

Costruzione della mappa della diagnosi/wholeness
MAPPE DI ANALISI

MATERIALI UTILI PER IL CORSO:

MAPPE DI ANALISI

  1. FUNZIONI AL 1820
  2. FUNZIONI ALLO STATO ATTUALE
  3. EDIFICI PER CLASSE DI PERIODO DI COSTRUZIONE
  4. MONUMENTI O EDIFICI DI VALORE STORICO
  5. MOBILITA’

funzioni

Esempio di mappa delle funzioni allo stato attuale

MAPPA DELLA WHOLENESS

diagnosi

LEGENDA:

  • CONFINI (puntinato in rosso)

elementi estesi costitutivi della wholeness

  • CENTRI VITALI (SPAZI COPERTI:un edificio, un complesso, un negozio, SPAZI APERTI:una piazza, un giardino )
  • CENTRI LATENTI (SPAZI COPERTI:un edificio, un complesso, un negozio, SPAZI APERTI:una piazza, un giardino )

altri elementi costitutivi della wholeness

  • ELEMENTI LINEARI  (facciate delle case)
  • ELEMENTI PUNTUALI  (una fontana, una statua)
  • ELEMENTO RETICOLARE (reticolo viario ben strutturato)
  • ACCESSI APPROPRIATI
  • VISUALI INTERESSANTI

Elementi che riducono la wholeness

  • AREE DANNEGGIATE (SPAZI COPERTI:un edificio, un complesso, un negozio, SPAZI APERTI:una piazza, una strada, un giardino)
  • ACCESSI INAPPROPRIATI
  • VISUALI INTERROTTE

NOTA: Tutti gli elementi costitutivi della wholeness vanno numerati e descritti dettagliatamente in nota, anche con il livello di degrado.

I centri vitali e i centri latenti vanno indicati con una campitura rispettivamente gialla e azzurra, gli elementi lineari e puntuali costitutivi della wholeness vanno indicati rispettivamente con una linea e un cerchio, gli accessi appropriati con una freccia, le visuali con il cono visuale, tutte di colore viola. Le aree dannegiate vanno indicate con una campitura rossa. Gli accessi inappropriati con una freccia rossa, le visuali interrotte con il cono visuale, di colore rosso.

Lungo una parete stradale, indicata con una linea azzurra possono essere indicati eventuali centri vitali e latenti, corrispondenti a negozi di artigianato, punti di ristoro o altro di qualità, con una campitura gialla o azzurra.

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ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA WHOLENESS

  1. CENTRI

Secondo Alexander un centro è un sistema fisico distinto – naturale o artificiale – le cui caratteristiche dimensionali e geometriche consentono e favoriscono lo svolgimento di specifiche attività. Tra i centri e la wholeness di un luogo esiste una stretta relazione. “In ogni data regione dello spazio alcune sub-regioni hanno un’intensità maggiore come centri, altre meno (…). La configurazione complessiva dei centri, in parte inclusi gli uni negli altri, con le loro relative intensità, costituisce la wholeness di quella regione”.

Un centro può essere un spazio aperto, un edificio o un complesso di edifici e spazi aperti.

CENTRO VITALE

Un centro è vitale quando le buone condizioni e le caratteristiche geometriche dei suoi spazi favoriscono lo svolgimento di specifiche attività e pratiche sociali. In genere un centro è tanto più vitale quanto più radicate nella storia e nella cultura del luogo sono le attività e le pratiche che in esso si svolgono. Una prova o quantomeno un indizio della vitalità di un centro è costituita dall’elevato numero di persone che lo frequentano, dalla presenza di alcune proprietà geometriche fondamentali1 coerenti con le pratiche e le attività che in esso hanno luogo e dalla quantità e qualità delle relazioni spaziali e funzionali con i centri vicini.

Un centro vitale non deve essere assoggettato a interventi di trasformazione ma va conservato così com’è.

CENTRO LATENTE

In un centro latente non si svolgono pratiche sociali o attività o si svolgono solo saltuariamente, spesso con scarsa soddisfazione dei pochi che le praticano. Il non-uso o la sottoutilizzazione degli spazi del centro può dipendere dalla presenza di situazioni di pericolo o condizioni di degrado; dall’inadeguatezza della sua dimensione (troppo piccola o troppo grande); dalla carenza di proprietà geometriche fondamentali, con particolare riferimento a CONFINI, BUONA FORMA e SPAZIO POSITIVO2; ecc. In breve, il centro non possiede tutti i requisiti necessari per poter ospitare specifiche attività, o li possiede solo in parte.

Un centro latente può essere trasformato in centro vitale. Rispetto a un’area danneggiata (vedi oltre), un centro latente possiede alcune caratteristiche che ne rendono più facile la trasformazione in centro vitale, quali la possibilità di rendere il suo SPAZIO POSITIVO semplicemente rafforzando o modificando in parte i suoi CONFINI attuali (spesso incompleti); la presenza al suo interno di alcuni elementi puntuali o lineari di pregio, costruiti o naturali, costitutivi della wholeness del luogo; l’esistenza di ulteriori proprietà geometriche fondamentali, anche se non del tutto evidenti, che possono essere rafforzate ed estese per creare nuove relazioni spaziali e funzionali al suo interno e con i centri adiacenti; ecc.

  1. ALTRI ELEMENTI (NON-CENTRI)

ELEMENTO PUNTUALE

La lunghezza e la larghezza un elemento puntuale – nella rappresentazione planimetrica – sono simili tra loro e inferiori a quelle degli elementi estensivi che ospitano attività e/o pratiche sociali (centri).

Un albero, un (piccolo) spazio aperto, un monumento, una fontana ecc sono elementi puntuali costitutivi della wholeness solo se fanno parte dello spirito del luogo.

Un albero che la popolazione considera importante perché è molto antico, ha un elevato valore botanico o offre interessanti “servizi” (ad esempio, la sua chioma protegge lo spazio sottostante dal calore del sole nei mesi estivi) è un elemento puntuale. Lo stesso dicasi di una fontana o di un monumento che concorre a qualificare lo spazio in cui è collocato ed è parte importante della storia e della memoria locale.

Un elemento che ospita al suo interno o nel suo immediato intorno alcune specifiche attività (ad esempio, un grande albero sotto il quale sono collocate alcune sedute che consentono agli abitanti di riposare, di svolgere attività di scambio sociale ecc; o una fontana circondata da gradoni o panchine dove le persone sono abituate a sostare per riposarsi, parlare: ecc ) non è un elemento puntuale, bensì un centro (vitale o latente).

ELEMENTO LINEARE

La larghezza e la lunghezza di un elemento lineare – nella rappresentazione planimetrica – sono molto differenti: la sua larghezza è di gran lunga inferiore alla sua lunghezza.

Elementi lineari sono il margine di un bosco, un crepaccio, un sentiero, una strada, le mura di una città, un acquedotto antico, lo strato esterno (la pelle) di un edificio che ha subito interventi impropri nei suoi spazi interni3 ecc, nella misura in cui sono riconosciuti come parte della storia e dello spirito luogo.

NB. A un elemento lineare che identifica lo strato esterno di un edifico o di un intero fronte costruito possono essere associati i centri che sono presenti al piano terra dell’edificio o fronte costruito (residenza, negozio, ecc.). Il segno che identifica questi centrilatenti o vitali, a seconda dell’importanza delle attività che in essi si svolgono e dal livello di congruenza tra le attività stesse e le caratteristiche degli spazi che le ospitano – sarà parzialmente sovrapposto alla striscia sottile che identifica l’elemento lineare in questione.

ACCESSO

Un accesso è un percorso (o una porte/portale) che consente di accedere all’area considerata. Un accesso, per essere appropriato, deve essere piacevole e funzionale, coerente con la morfologia dell’area e parte della memoria locale.

Essi si distinguono in attuali e potenziali. Nel primo caso si tratta di percorsi che già esistono; nel secondo di percorsi che attualmente non esistono (o esistono solo in parte) ma che potrebbero essere facilmente realizzati (o completati) in futuro, come parte del progetto.

VISUALE

Una visuale è associata a uno specifico punto dell’area e a una direzione di osservazione. La presenza di una visuale può essere importante per la wholeness del luogo. E’ il caso i cui, dal punto in questione, si vedono uno o più elementi – interni o esterni all’area stessa – la cui qualità contribuisce a rafforzare la qualità percepita del luogo e del paesaggio circostante.

ELEMENTI CHE CONTRASTANO LA WHOLENESS

AREE DANNEGGIATE

Un’area danneggiata è un luogo molto degradato che contribuisce ad abbassare la wholeness dell’intero sito. La sola trasformazione possibile per un’area danneggiata è un intervento molto radicale come quello di demolizione e ricostruzione, seguito da un processo finalizzato a realizzare al suo posto un nuovo centro vitale.

ALTRI ELEMENTI

ACCESSO INAPPROPRIATO

A differenza di un accesso appropriato, non è piacevole da percorrere, non é funzionale, non fa parte della memoria locale, ecc.

(Questo accesso sarà eliminato nella fase progettuale

TRAFFICO AUTOMOBILISTICO

INQUINAMENTO ACUSTICO E ATMOSFERICO

CARENZA DI SICUREZZA

ecc.

Si tratta di elementi che non coincidono con parti fisiche del contesto, ma che sono collegati con alcune di esse ( o alla loro carenza). Ad esempio, il traffico automobilistico si riferisce a una strada carrabile; l’inquinamento acustico è prodotto dal traffico urbano ma anche da attività industriali o artigianali; la carenza di sicurezza potrebbe essere dovuta alla mancanza di marciapiedi e di segnaletica, o all’assenza di parapetti in prossimità di un dislivello pericoloso; ecc.

Tutti questi elementi contribuiscono a peggiorare la wholeness del luogo perché possono causare nelle persone un senso di disagio o di paura: occorre pertanto eliminarli nella fase progettuale.

NB. Nella mappa non sono esplicitamente rappresentati né i livelli di degrado degli elementi costitutivi della wholeness, né quelli degli elementi che la contrastano. Queste informazioni sono riportate solonelle NOTE allegate alla mappa.

A ogni elemento riportato nella mappa è associato a un numero – lo stesso che compare nelle NOTE dove le caratteristiche specifiche dell’elemento stesso sono illustrate in dettaglio. Queste caratteristiche riguarderanno, a seconda dei casi, aspetti storico-testimoniali, sociali, culturali ed economici; valore architettonico e/o naturalistico; ecc. Tra le caratteristiche dovrà essere anche indicato il livello di degrado dell’elemento secondo una scala specifica (ed es. assente, lieve, medio, medio-alto, alto, estremo).

1 Le proprietà geometriche fondamentali sono quindici: LIVELLI DI SCALA, CENTRI FORTI, CONFINI, RIPETIZIONE ALTERNATA, SPAZIO POSITIVO, BUONA FORMA, SIMMETRIE LOCALI, INTERCONNESSIONE PROFONDA E AMBIGUITÀ, CONTRASTO, GRADIENTI, IRREGOLARITÀ, ECHI, VUOTO, SEMPLICITÀ E CALMA INTERIORE, NON-SEPARATEZZA (Alexander 2002-2005., pp. 143-242). Le trasformazioni geometriche fondamentali, utilizzate nella procedura di unfolding (vedi oltre), sono gli equivalenti progettuali delle omonime proprietà

2

3 Se l’edificio, oltre alle facciate, ha conservato intatta la struttura originaria (o gli interventi effettuati in passato non ne hanno alterato in modo irreversibile gli spazi interni) e se le attività che in esso si svolgono sono valide e coerenti con le caratteristiche geometriche dei suoi spazi, l’intero edificio sarà identificato come centro (vitale o latente).

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Sul sito web www.pism.uniroma3.it si possono trovare le mie dispense sull’argomento della progettazione architettonica assistita che illustrerò nelle prime due ore del venerdì, nelle altre due ore gli studenti dovranno fare esercizioni al computer utilizzando sketchup e Rhino. Il modello del fronte delle case davanti al complesso dell’Argiletum dovrà essere fatto a partire dal 19 novembre, dopo la consegna delle mappe di analisi e della mappa della wholeness. Dovrà essere rappresentato con un modello 3D in Rhino o Sketchup


Elaborati di esame

1) Elaborazione di un ipertesto
La Mappa della Wholeness dovrà essere costruita e inserita nell'ipertesto monti.dipsu.it, indicando con
una grafica ad hoc gli aspetti positivi, gli aspetti negativi, le visuali, gli accessi, ecc, compresi
gli aspetti sociali e di attuale utilizzo dell'edificio. L'ipertesto inizierà subito e verrà concluso prima
degli esami. Avrete in seguito le informazioni dove sviluppare l'ipertesto on line.

2) Una o più tavola A3/A2 con le Mappe di analisi

3) Una Tavola A1 con la "Mappa della wholeness"

4) Una Tavola A1 con le viste del modello 3D della facciata virtuale (prima dello sventramento del 1860)

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