BIC LAZIO: “Processi inclusivi nei progetti di genere per la Città Storica”

RIFERIMENTI URBANISTICI, STORICI E CULTURALI

  1. Riferimenti storici e urbanistici (Il quartiere della Vittoria)
  2. Breve storia del Lab. Permanente di Progettazione Partecipata “La città storica da un punto di vista di genere”
  3. Casi di studio (Il recupero dell’ex-deposito ATAC – Le linee-guida – La visione degli abitanti)
  4. Le Isole ambientali e il PGTU
  5. L’estensione della linea tranviaria 2 Flaminio-Piazza Mancini
  6. Il problema delle Bancarelle
  7. Aspetti metodologici

LO STATO ATTUALE

  1. Partecipanti al processo di partecipazione
  2. Area di studio

Foglio 10-PRATI confini-small SETTORI Della Vittoria-jpgSettori di analisi

Preparare alcune mappe

  1. Mappa con il perimetro totale su base proprietà pubbliche con legenda propria
  2. Mappa cieca con l’indicazione dei settori e delle strade
  3. Mappe per ogni settore con l’indicazione delle foto commentate

Due o tre abitanti per volta con un facilitatore munito di smartphone, che cattura le foto indicate e commentate dagli abitanti, cercano di esprimere qualità ambientali e di dettaglio e problemi.

Come procedere

Fasi del processo

  • fase 1: i coordinatori  spiegano ai volontari che dovranno svolgere alcuni sopralluoghi per approfondire la conoscenza della zona selezionata e delle sue problematiche, acquisendo con i loro smartphone alcune immagini commentate (foto / video corti) e raccogliendo altre informazioni che non necessitano di documentazione visiva; che dovranno documentare soprattutto la qualità e la memoria dei luoghi, nonché le situazioni di degrado che li affliggono;che invieranno le immagini e le altre informazioni direttamente a un server appositamente predisposto, dove saranno archiviate e catalogate secondo criteri opportuni – tematici, localizzativi, ecc. – in modo che tutti possano consultarle facilmente in ogni momento; che, nei primi sopralluoghi, saranno accompagnati da alcuni membri del gruppo PSP che mostreranno loro come utilizzare lo smartphone per inviare al server le immagini e le altre informazioni. E’ molto importante che gli abitanti, dopo la lettura di alcuni articoli storici, come quello proposto prima, siano in grado di percepire la qualità ambientale e urbanistica del settore e dell’intero quartiere per collocare i loro giudizi particolari nella percezione corretta e approfondita del contesto.
    (Inviare con iphone6S le immagini al IMAC in modo che possano essere classificate nelle due grandi classi QUALITA’- PROBLEMI  e all’interno di queste classi secondo criteri tematici)

COME VORREMMO CHE DIVENTASSE

  • fase 2: i coordinatori spiegano ai volontari come si costruiscono gli “scenari futuri” (o ”visioni”) individuali, sulla base delle informazioni acquisite nella fase precedente da loro stessi e dagli altri partecipanti. Gli scenari saranno quindi utilizzati per sviluppare lo “scenario collettivo valutato” della zona, prendendo come riferimento il metodo che è stato adottato nell’ambito del workshop La Città Storica: vivere tra passato e futuro – nuove strategie, organizzato dalla Consulta dei Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e della Provincia (APPENDICE A). La costruzione dello scenario collettivo comporta almeno un incontro presso la sede dell’associazione (o presso lo spazio dell’ex Municipio Roma XVII) durante il quale ogni partecipante leggerà ad alta voce il proprio scenario alla presenza di tutti gli altri partecipanti (la lettura è necessaria per generare l’effetto di “reazione a catena”) (APPENDICE A). Le fasi successive, fino alla costruzione dello scenario collettivo valutato, si svolgeranno in uno spazio reale e/o digitale: la scelta dipenderà dalla difficoltà di formalizzare in termini informatici la procedura. Il tempo di questo passo è pari a circa tre settimane.
  • fase 3: Viene fissato un nuovo incontro presso la sede dell’associazione, durante il quale il gruppo di lavoro PSP illustra l’approccio SC per grandi linee: i principi che ne sono alla base, le diverse modalità di lavoro e il programma STRAD che aiuta i partecipanti a operare nell’ambito di queste modalità. Al termine, il gruppo PSP domanda ai partecipanti se sono interessati a intervenire attivamente in questa fase del processo. La nuova fase è condotta da un gruppo di lavoro costituto da alcuni membri dell’associazione coadiuvati dai partecipanti che si sono dichiarati disponibili. Il gruppo stabilisce le date dei successivi incontri assieme alle attività che in essi si dovranno svolgere. Il risultato di questa fase consiste nella identificazione di  AREE DI DECISIONE con le relative OPZIONI e dei FUOCHI , la combinazione più efficace di opzioni compatibili. Il documento delle LINEE GUIDA conclude questa fase. Questa fase del processo non potrà superare quattro settimane: gran parte di questo tempo sarà impiegata per coinvolgere nel processo nuovi soggetti, che dovranno avere il tempo necessario per capire a fondo le finalità e la natura del processo di progettazione partecipata, nonché per costruire i nuovi scenari o elaborare le proposte da inserire nell’elenco delle aree di decisione e delle opzioni.
  • fase 4: Questa fase riguarda ciò che bisogna fare “Dalle linee guida all’attuazione”. Per ogni fuoco occorre sviluppare i programmi, i piani e i progetti che ne attuano concretamente le opzioni, coinvolgendo nel processo sia le autorità pubbliche che hanno il potere di approvarli, sia i soggetti territoriali – pubblici e privati – che detengono le risorse necessarie per realizzarli.

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